LEGGO IL TESTO
Dal Vangelo secondo Giovanni 1,1-18
In principio era il Verbo,
e il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
Egli era, in principio, presso Dio:
tutto è stato fatto per mezzo di lui
e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.
In lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini;
la luce splende nelle tenebre
e le tenebre non l’hanno vinta.
Venne un uomo mandato da Dio:
il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone
per dare testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
Non era lui la luce,
ma doveva dare testimonianza alla luce.
Veniva nel mondo la luce vera,
quella che illumina ogni uomo.
Era nel mondo
e il mondo è stato fatto per mezzo di lui;
eppure il mondo non lo ha riconosciuto.
Venne fra i suoi,
e i suoi non lo hanno accolto.
A quanti però lo hanno accolto
ha dato potere di diventare figli di Dio:
a quelli che credono nel suo nome,
i quali, non da sangue
né da volere di carne
né da volere di uomo,
ma da Dio sono stati generati.
E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi abbiamo contemplato la sua gloria,
gloria come del Figlio unigenito
che viene dal Padre,
pieno di grazia e di verità.
Giovanni gli dà testimonianza e proclama:
«Era di lui che io dissi:
Colui che viene dopo di me
è avanti a me,
perché era prima di me».
Dalla sua pienezza
noi tutti abbiamo ricevuto:
grazia su grazia.
Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè,
la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.
Dio, nessuno lo ha mai visto:
il Figlio unigenito, che è Dio
ed è nel seno del Padre,
è lui che lo ha rivelato.
Liturgia della Parola: https://www.lachiesa.it/calendario/20260104.html
MI LASCIO ACCOMPAGNARE NELLA MEDITAZIONE
In questa seconda domenica di Natale, la liturgia ci offre nuovamente il Prologo di San Giovanni, che abbiamo ascoltato il giorno di Natale.
È famosa la frase “il Verbo si è fatto carne”. Ma cosa significa? Dio diviene uomo come noi, “uno della nostra stessa pasta” (Ippolito di Roma).
Un antico scritto afferma che “Dio non può essere visto attraverso un corpo”. Ecco, invece, la novità del Natale: la Parola della vita l’abbiamo vista, ascoltata e toccata, dirà la prima lettera di Giovanni (1Gv 1,1-4).
Gesù è colui che rende la Parola carne. Il Natale non è una statua che poniamo nel presepe, ma che il Verbo si è fatto carne.
Dio fa abitare la propria divinità nella carne umana, l’uomo dona a Dio la propria umanità; Dio si fa uomo perché l’uomo, seguendo le tracce del Figlio Gesù Cristo, incontri Dio in pienezza.
La carne umana è la dimora di Dio; l’umanità di Gesù Cristo è il luogo di Dio.
Cosa significa celebrare l’incarnazione? Celebrare il Natale? Il Natale, l’incarnazione, ci parla della storia d’amore di Dio con l’umanità.
Quanto è importante conosce la Scrittura. L’intimità con la Scrittura ci conduce a conoscere il cuore di Dio. Gesù, facendosi carne, ha narrato Dio. Noi uomini narriamo il Figlio attraverso la vita, il credere, il parlare, l’agire.
Comprendiamo, che oggi non termina il Natale, ma è solo l’inizio. Siamo chiamati ad allargare il nostro sguardo dalle nostre piccole e povere vite e ci lasciamo inserire in questo disegno d’amore eterno che ci precede e ci supera, ma ci tira dentro totalmente con le nostre fragili vite, spesso tentate di non senso o di buon senso, tentate di caos e disordine, tentate di essere ritenute poca cosa o insignificanti perché afflitte dalla malattia e imperfezione, nel corpo, nello spirito, nelle relazioni.
A noi, imperfetti e malati, anche a noi Paolo scrive che siamo chiamati, fin dalla fondazione del mondo, a diventare santi e immacolati di fronte a lui nella carità.
Allora armiamoci tutti di coraggio, rinunciamo alle opere delle tenebre che non possono vincere la luce, e lasciamoci trasformare, avvolgere, benedire da quella vita che viene da Dio e che è in Gesù; lasciamoci avvolgere da quel disegno d’amore che appartiene a Dio ma del quale noi possiamo fare parte e che possiamo incarnare in noi.
di p. Walter Vinci MI
ESERCIZIO PER L’ANIMA
In quale parte della mia storia ho, in un primo momento, fatto fatica a scorgere un senso? Cosa mi ha aiutato?
In quale ambito della mia vita sono invitato ad affidarmi di più e a lasciare spazio a Colui che era prima di me?
Dove sono invitato oggi a riconoscere Dio che opera nel piccolo, nel fragile, in ciò che non fa rumore?
PREGHIERA
Celebra il Signore, Gerusalemme,
loda il tuo Dio, Sion,
perché ha rinforzato le sbarre delle tue porte,
in mezzo a te ha benedetto i tuoi figli.
Egli mette pace nei tuoi confini
e ti sazia con fiore di frumento.
Manda sulla terra il suo messaggio:
la sua parola corre veloce.
Annuncia a Giacobbe la sua parola,
i suoi decreti e i suoi giudizi a Israele.
Così non ha fatto con nessun’altra nazione,
non ha fatto conoscere loro i suoi giudizi.
Salmo 147