#Un Riflesso dalla parola di Dio

Un modo di pregare la Parola di Dio: la Lectio divina

 

 

Un “modo” per pregare e meditare la Parola di Dio personalmente è il metodo delle Lectio divina. Il cammino della Lectio è diviso in tre momenti.

 

Il primo passo è «chiedere con fede»: è un tempo di raccoglimento personale in cui chiamare Dio in soccorso della nostra preghiera. Cosa chiedere se non la speranza, la carità, il coraggio di pregare, lo Spirito Santo come dono?

 

Il secondo passo è un gesto di fede: attraverso la parola «vi sarà dato». La meditazione e la preghiera della parola sono gesto sacramentale: lo Spirito Santo è presente ed attivo per farci vivere una profonda esperienza di Dio e per trasformare la nostra esistenza.

 

Il primo passo di questa nuova fase della Lectio è la meditazione. Essa prevede tre passaggi:
– la masticazione: rilettura lenta della parola di Dio: immaginarsi interiormente le immagini ed i simboli biblici;
– la gustazione: rivivere la scena del passo biblico, sentirne le parole, assaporare i diversi sentimenti ed atteggiamenti interiori;
– la ruminazione: ritornare sulle frasi e sui fatti che coinvolgono maggiormente per farli oggetto di preghiera.

 

Il secondo passo è costituito dalla esperienza dello Spirito, e cioè dalla contemplazione che si sviluppa a partire dagli atteggiamenti fondamentali della nostra vita di cristiani: la fede, la speranza, la carità.
Anche qui si possono distinguere tre passaggi:
– la digestione: la radiografia dell’animo e del cuore dei personaggi: dai fatti e dalle parole ai moventi interiori;
– l’assimilazione: abitudine alla pace che lentamente si assapora nella contemplazione;
– la comunicazione fraterna: lo scambio su ciò che si è vissuto, con le proprie scoperte, sentimenti, dubbi, aridità, alimenta una ulteriore forma di preghiera e purifica quanto uno ha pregato e contemplato.

 

Il terzo momento è il colloquio personale:
– rileggendo il testo lentamente e soffermandosi sulle frasi ed espressioni più sentite;
– aggiungendo i fatti della vita personale (non in senso individualistico, ma in senso di esperienza personale dei fatti della vita); si può continuare con un salmo (i salmi sono preghiere «aperte» in grado di raccogliere la vita di chi li prega) che esprima i sentimenti provati in quel momento;
– riassumendo in una invocazione o in una frase il messaggio da applicare alla vita.

«E vi sarà aperto»: attraverso il colloquio si viene a creare una profonda comunione con Dio.
– si può ripetere l’invocazione del nome del Signore, o un versetto biblico, o una sola parola che riassume il messaggio che la parola di Dio ci ha trasmesso;
– si può lasciare affiorare con calma sentimenti ed espressioni di fede, speranza, carità, nella massima spontaneità;
– si può riprendere la parola di Dio rivolgendola direttamente al Signore in forma di preghiera di ringraziamento (Grazie, Signore, per…) o di supplica (Ti prego, o Signore, per…) o di abbandono e fiducia assoluta in Dio.

PGV Camilliani Roma

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