LEGGO IL TESTO
Dal Vangelo secondo Matteo 11,2-11
Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto.
Però, mentre stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».
Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele», che significa “Dio con noi”.
Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa.
Liturgia della Parola: https://www.lachiesa.it/calendario/20251221.html
MI LASCIO ACCOMPAGNARE NELLA MEDITAZIONE
Siamo giunti alla IV domenica di avvento e la liturgia, oggi, ci presenta e ci consegna come modello: Giuseppe: complice meraviglia.
Mi piace tanto Giuseppe. È meravigliosamente giusto perché dopo duemila anni ancora riesce a raccontare che le cose belle nella vita accadono ma non sempre sono frutto del nostro sforzo, spesso accadono e basta, a noi il decidere se facilitarle o meno. La vita accade, Maria avrà un bambino, lui farà di tutto per salvarlo e poi si siederà sul bordo della storia a contemplare questa vita che lui non avrebbe saputo immaginare tanto coraggiosa. Poi sarà chiamato in causa, poi dovrà tenere le redini di una storia già segnata dal pericolo, poi dovrà farsi carico di portare in salvo Gesù ma anche quello sarà solo silenziosa obbedienza. E sarà possibile solo perché prima Giuseppe è riuscito a regalare alla storia la sua complice meraviglia.
Mi piace pensare che, forse il Vangelo inizia con Giuseppe perché tutta la nostra vita è chiamata a imparare a sedersi sul bordo degli eventi per scoprire la fantasia di Dio dentro le cose che accadono. Che accadono quando noi non ci sentiamo all’altezza, quando abbandoniamo l’ansia della prestazione.
Un angelo del Signore appare in sogno a Giuseppe e gli dice di non temere. Un cuore che medita sarà sempre visitato da Dio. Di si fa accanto. Dio si fa carico del travaglio interiore di Giuseppe e gli assicura la sua vicinanza: “non temere”.
A nessuno di noi servono persone che si limitino a dire quello che dovremmo fare, anche se il loro dire è impeccabile, a salvarci sono sempre e solo le persone che, come Dio, si fanno vicine ai nostri drammi e ci dicono di non temere, e ci sono. L’uomo giusto è colui che condivide le nostre pene.
Giuseppe è l’uomo che crede in Dio. Non è difficile credere in Dio, difficile è accettare che Lui voglia credere in noi, e cambiarci la vita, e costringerci a esporci ad uno sconfinamento, a una ridefinizione di identità che chiede un cambiamento radicale, che chiede di morire prima del tempo.
Giuseppe è l’uomo che accoglie Maria. E invece noi temiamo di “prendere con noi” la storia che ci accade, abbiamo mille paure, abbiamo l’ansia di non riuscire, di non essere all’altezza, abbiamo paura di venir giudicati, di essere esclusi. Stiamo morendo di paura, non riusciamo a prendere con noi la vita che accade e reagiamo sempre in de modi opposti: aggrediamo la vita e facciamo di tutto perché risponda ai nostri bisogni oppure moriamo di paura aspettando che le cose cambino.
Abbiamo bisogno di Giuseppe, della sua umiltà che scardina tutti i possibili sensi di inadeguatezza, abbiamo bisogno di ascoltare davvero la storia per quello che racconta, abbiamo bisogno di prenderla con noi, così com’è senza pretese e senza lamentele, abbiamo bisogno di portarla in salvo. Abbiamo bisogno di Giuseppe.
di p. Walter Vinci MI
ESERCIZIO PER L’ANIMA
Che cosa sta crescendo nella mia intimità? In che modo permetterò che il sogno di Dio visiti la mia fragilità?
Di chi, di cosa mi sto prendendo cura? Che cosa sento impossibile?
Quali sono i “sì” che da solo faccio fatica a dire? Che angeli/compagni mi possono aiutare?
PREGHIERA
Del Signore è la terra e quanto contiene:
il mondo, con i suoi abitanti.
È lui che l’ha fondato sui mari
e sui fiumi l’ha stabilito.
Chi potrà salire il monte del Signore?
Chi potrà stare nel suo luogo santo?
Chi ha mani innocenti e cuore puro,
chi non si rivolge agli idoli.
Egli otterrà benedizione dal Signore,
giustizia da Dio sua salvezza.
Ecco la generazione che lo cerca,
che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe.
Salmo 23