LEGGO IL TESTO
Dal Vangelo secondo Matteo 2,13-15.19-23
I quel tempo, [i pastori] andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro.
Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore.
I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro.
Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima che fosse concepito nel grembo.
Liturgia della Parola: https://www.lachiesa.it/calendario/20260101.html
MI LASCIO ACCOMPAGNARE NELLA MEDITAZIONE
Oggi inizia un nuovo anno e, nel riflettere sulla liturgia di questo giorno, mi viene in mente una domanda: C perché contiamo gli anni a partire da ciò che è accaduto a Betlemme?
È emozionante pensare che ben 2025 anni fa, Dio ha fatto un passo decisivo verso di noi. Dio ha lasciato che il suo figlio, in qualche modo, uscisse dall’abbraccio divino ed entrasse nella nostra storia bella, ma a tratti pericolosa, inospitale, rigida. Eppure è accaduto. Ed è il senso più bello, la spina dorsale che tiene in piedi tutta la storia umana e dà senso agli anni che passano.
Alcuni non lo sanno, altri non ci credono, per altri è indifferente, per altri ancora è tutto favola, ma noi sappiamo che questa è la verità e, proprio perché lo sappiamo, noi abbiamo una grande responsabilità davanti a Dio e davanti all’umanità. Noi dobbiamo essere l’eco e la prova vivente della verità di questa buona notizia; dobbiamo essere la dimostrazione che qualcosa sta cambiando nel mondo perché noi siamo stati cambiati dall’incontro con Cristo. Che Dio è venuto a sorreggere la nostra storia, a dare senso agli anni che passano.
Perché Dio ha fatto questo passo? Perché il figlio di Dio si è fatto uomo? Perchè ha desiderato dare senso ai nostri anni? La risposta che noi abitualmente diamo è questa: “È giunta la pienezza del tempo“. Ma che cosa significa? Alcuni pensano che la pienezza del tempo sia il momento giusto, l’epoca più opportuna. Eppure, se scrutiamo i tempi di Gesù, restiamo sconcertati. A Roma comandava Ottaviano Augusto, che aveva conquistato il potere attraverso una guerra civile crudelissima e l’eliminazione di tutti i suoi avversari. A Gerusalemme regnava Erode, un tiranno infame con le mani sempre macchiate di sangue (anche di suo figlio) e con la vita affogata in una stomachevole lussuria. Papini, quando racconta la vita di Gesù e arriva ad Erode, esclama: “Erode il Grande era un mostro“. Altro che pienezza dei tempi!
La pienezza del tempo non è il tempo favorevole dalla parte degli uomini, ma è il tempo favorevole dalla parte di Dio; cioè il momento nel quale Dio non ha potuto più resistere ed è esploso in un gesto di amore che ancora oggi ci fa piangere di commozione. Gesù è un immeritato dono di amore. Il Natale è la festa dell’amore puro e gratuito, la più bella notizia che si possa raccontare agli uomini.
Gesù è un potenziale di amore divino che si è inserito nel tronco inaridito dell’umanità.
Un avvertimento però è doveroso: il limite tra il “prima di Cristo” e il “dopo Cristo” è un confine tracciato non nella storia, ma dentro di noi; è un segno interiore che attraversa il nostro cuore. Finché viviamo nell’egoismo, nell’orgoglio e nel rancore, siamo ancora “prima di Cristo”. Non lo dimentichiamo. L’anno che inizia sia davvero un anno segnato dall’accoglienza vera di Gesù. Facciamoci umili e caritatevoli con tutti, piccoli e semplici, e sentiremo il vagito di Gesù che nasce dentro di noi.
di p. Walter Vinci MI
ESERCIZIO PER L’ANIMA
Prima di Cristo – Dopo Cristo… dove ci troviamo?
PREGHIERA
Dio abbia pietà di noi e ci benedica,
su di noi faccia splendere il suo volto;
perché si conosca sulla terra la tua via,
la tua salvezza fra tutte le genti.
Gioiscano le nazioni e si rallegrino,
perché tu giudichi i popoli con rettitudine,
governi le nazioni sulla terra.
Ti lodino i popoli, o Dio,
ti lodino i popoli tutti.
Ci benedica Dio e lo temano
tutti i confini della terra.
Salmo 66