LEGGO IL TESTO
Dal Vangelo secondo Matteo 5,1-12
In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».
Liturgia della Parola: https://www.lachiesa.it/calendario/20251102.html
MI LASCIO ACCOMPAGNARE NELLA MEDITAZIONE
La liturgia di oggi è realistica, è concreta. Ci inquadra nelle tre dimensioni della vita: il passato, il futuro, il presente.
Oggi, è un giorno di memoria del passato. Un giorno per ricordare coloro che hanno camminato prima di noi, che ci hanno anche accompagnato, ci hanno dato la vita. Ricordare, fare memoria. La memoria è ciò che fa forte un popolo, perché si sente radicato in un cammino, radicato in una storia, radicato in un popolo. Non è facile fare memoria. Noi, tante volte, facciamo fatica a tornare indietro col pensiero a quello che è successo nella mia vita, nella mia famiglia, nel mio popolo… Ma oggi è un giorno di memoria, la memoria che ci porta alle radici: alle mie radici, alle radici del mio popolo.
Oggi, è un giorno proiettato al futuro. la seconda Lettura ci ha fatto vedere cosa ci aspetta. Un cielo nuovo, una terra nuova e la santa città di Gerusalemme, nuova. Bella l’immagine che usa per farci capire quello che ci aspetta: “L’ho vista scendere dal cielo, scendere da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo” (cfr Ap 21,2). Ci aspetta la bellezza… Memoria e speranza, speranza di incontrarci, speranza di arrivare dove c’è l’Amore che ci ha creati, dove c’è l’Amore che ci aspetta: l’amore di Padre.
Oggi, è un giorno che dobbiamo vivere nel presente. Fra il passato e il futuro c’è la strada che dobbiamo fare. Come percorrere questa strada? Attraverso la Beatitudini, che sono le luci che ci accompagnano per non sbagliare strada, per non deviare strada.
Quale dimensione unisce queste tre coordinate della nostra vita: quella dell’amore.
Carissimi, siamo nati per la vita, non per la morte. Tutte le volte che amiamo facciamo un po’ l’esperienza dell’eternità perché ci accorgiamo che l’amore ha la capacità di dare significato a ogni cosa. L’assenza dell’amore invece ci fa sperimentare la morte. Solo chi è amato può permettersi anche di morire perché l’amore impedisce sempre alla morte di avere l’ultima parola.
“Io non ti dimenticherò mai”, ripetiamo davanti al mistero della morte dei nostri cari. Siamo salvi perché siamo amati, la morte non può farci nulla.
di p. Walter Vinci MI
ESERCIZIO PER L’ANIMA
Oggi siamo chiamati a fare memoria, per proiettarci verso il futuro attraversando il nostro presente.
PREGHIERA
Come la cerva anela
ai corsi d’acqua,
così l’anima mia anela
a te, o Dio.
L’anima mia ha sete di Dio,
del Dio vivente:
quando verrò e vedrò
il volto di Dio?
Avanzavo tra la folla,
la precedevo fino alla casa di Dio,
fra canti di gioia e di lode
di una moltitudine in festa.
Manda la tua luce e la tua verità:
siano esse a guidarmi,
mi conducano alla tua santa montagna,
alla tua dimora.
Verrò all’altare di Dio,
a Dio, mia gioiosa esultanza.
A te canterò sulla cetra,
Dio, Dio mio.
Perché ti rattristi, anima mia,
perché ti agiti in me?
Spera in Dio: ancora potrò lodarlo,
lui, salvezza del mio volto e mio Dio.
Salmo 41