LEGGO IL TESTO
Dal Vangelo secondo Giovanni 14,15-16.23-26
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre.
Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.
Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto».
Liturgia della Parola: https://www.lachiesa.it/calendario/20250608.html
MI LASCIO ACCOMPAGNARE NELLA MEDITAZIONE
Carissimi fratelli e sorelle,
siamo giunti al compimento della Pasqua, cinquanta giorni dopo la Pasqua.
Oggi, la nostra attenzione viene catturata dalla terza persona dello Santissima Trinità, lo Spirito Santo, che ci è dato in dono. Il dono dello Spirito opera il passaggio da Cristo al cristiano, dalla missione di Gesù alla missione dei discepoli, dalla predicazione e dall’azione di Gesù alla predicazione e all’azione dei credenti nella storia. Il credente, ciascuno di noi, grazie al dono dello Spirito Santo annuncia Cristo Signore.
Perché celebriamo la Pentecoste? Cosa ci insegna l’evento della Pentecoste? Qualcosa di molto semplice. La Pentecoste ci dice chi è il credente. Chi siamo.
Carissimi fratelli e sorelle, non chiudiamoci nei nostri cenacoli impauriti. Non rifugiamoci nelle tane delle nostre chiese, se il mondo fuori ci sembra sempre più minaccioso, se la nostra comunità parrocchiale la viviamo come un recinto chiuso è solo perchè dalla Pasqua abbiamo compreso solo una cosa, che Dio è morto, che il mondo è vuoto e che noi, invece, siamo credenti spenti.
La Pentecoste è danza, è festa, è annuncio, è andare nelle strade della nostra quotidianità per annunciare quanto il Signore ci ha insegnato con la sua passione, morte e resurrezione.
Lo Spirito Santo è il cuore del mondo e nel vangelo di oggi è descritto attraverso tre azioni: rimarrà con voi per sempre, vi insegnerà ogni cosa, vi ricorderà tutto quello che vi ho detto. Tre verbi gravidi di bellissimi significati profetici, tre verbi che dicono le azioni del credente, di ognuno di noi: “rimanere, insegnare e ricordare”.
Rimanere, perché lo Spirito è già dato, è già qui, ha riempito la “camera alta” di Gerusalemme, ha riempito la nostra intima dimore, che è il cuore. Se anche c’e ne andassimo lontani da lui, lui non se ne andrà mai. Se lo dimenticassimo, lui non ci dimenticherà mai perchè abita nel nostro cuore.
Lo Spirito Santo, carissimi, è simboleggiato anche il vento. Si, è un vento che non ci spinge in chiesa, ci spinge a diventare chiesa.
Insegnare: letteralmente “in-segnare” significa incidere un segno dentro, nell’intimità di ciascuno, e infatti con ali di fuoco/ ha inciso lo Spirito /come zolla il cuore (Davide M. Montagna). Lo Spirito ha inciso il nostro cuore. Come si incide una cosa in maniera indelebile? Con il fuoco, un altro simbolo dello Spirito Santo. Il fuoco che incide nel nostro cuore, lascia un segno.
Ricordare: vuol dire riportare al cuore gesti e parole di Gesù. Lo Spirito ci fa innamorare di un cristianesimo che sia visione, incantamento, fervore, poesia, perché “la fede senza stupore diventa grigia” (papa Francesco). Ricordare, cioè rimettere in cuore, nel luogo dove si decide e si sceglie, dove si ama e si gioisce.
Allora, niente credenti depressi, chiusi e tristi perché lo Spirito Santo è novità, è vento. È il vento soffio e ci invia ad annunciare questa infinita bellezza.
di Padre Walter Vinci MI
ESERCIZIO PER L’ANIMA
Rimanere; insegnare; ricordare. Su ognuno di questi tre verbi cerco di “stringere” la mia vita.
PREGHIERA
Vieni, Santo Spirito,
manda a noi dal cielo
un raggio della tua luce.
Vieni, padre dei poveri,
vieni, datore dei doni,
vieni, luce dei cuori.
Consolatore perfetto,
ospite dolce dell’anima,
dolcissimo sollievo.
Nella fatica, riposo,
nella calura, riparo,
nel pianto, conforto.
O luce beatissima,
invadi nell’intimo
il cuore dei tuoi fedeli.
Senza la tua forza,
nulla è nell’uomo,
nulla senza colpa.
Lava ciò che è sórdido,
bagna ciò che è árido,
sana ciò che sánguina.
Piega ciò che è rigido,
scalda ciò che è gelido,
drizza ciò che è sviato.
Dona ai tuoi fedeli,
che solo in te confidano
i tuoi santi doni.
Dona virtù e premio,
dona morte santa,
dona gioia eterna.
Sequenza