LEGGO IL TESTO
Dal Vangelo secondo Luca 18,1-8
In quel tempo, Gesù diceva ai suoi discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai:
«In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno. In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: “Fammi giustizia contro il mio avversario”.
Per un po’ di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: “Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi”».
E il Signore soggiunse: «Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?».
Liturgia della Parola: https://www.lachiesa.it/calendario/20251019.html
MI LASCIO ACCOMPAGNARE NELLA MEDITAZIONE
Il vangelo di questa domenica è incorniciato da un riferimento alla preghiera (v. 1) e da uno alla fede (v. 8). In effetti, preghiera e fede stanno in un rapporto inscindibile: credere significa pregare. E se noi possiamo pregare solo grazie a una fede viva, è anche vero che la nostra fede resta viva grazie alla preghiera.
Nella liturgia della Parola emerge la preghiera come lotta e intercessione (Es 17,8-13); la preghiera insistente e che non viene meno (Lc 18,1-8): questo il tema che unisce prima lettura e vangelo. La preghiera non come opera di forti, ma di deboli: Mosè viene aiutato a sostenere le sue braccia stese nella preghiera; nel vangelo è una povera vedova che si fa soggetto di una preghiera insistente. Deboli resi forti dalla fede e che perseverano nella preghiera.
Mosè con le mani tese verso l’alto nello sforzo dell’intercessione, aiutato da due uomini che sostengono le sue braccia che diventano sempre più pesanti con il passare del tempo, è una bella immagine della fatica della preghiera. La preghiera è lavoro, e come ogni lavoro, è faticoso, per il corpo come per lo spirito. Ma quella immagine indica anche un aspetto della dimensione comunitaria della preghiera. La comunità cristiana non è solo il luogo in cui si è chiamati a intercedere, ma anche a porsi a servizio della preghiera dell’altro. Aiutarsi e incoraggiarsi nella fede e nella preghiera, è compito richiesto ai credenti nella comunità cristiana.
La parabola evangelica della donna che continuamente si rivolgeva a un giudice per chiedergli, com’era suo diritto, che le venisse fatta giustizia e si scontrava con l’indifferenza e la non volontà di ascoltarla da parte di quel giudice empio e disonesto, diviene immagine esemplare di una preghiera insistente, determinata, quotidiana, che non si arrende. L’evangelista introduce infatti la parabola affermando che Gesù la pronunciò per sottolineare “la necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai” (Lc 18,1). Dove il non stancarsi significa il non venir meno, il non tralasciare, il non scoraggiarsi. Come non si scoraggia la donna della parabola di fronte alla non volontà di esaudirla del giudice e continua a bussare a una porta che resta chiusa. Si tratta dunque di non desistere, di non perdersi d’animo anche di fronte a situazioni che non si sbloccano.
Il comportamento della donna mostra un altro aspetto particolare della fatica della preghiera: la sua quotidianità, e, in particolare, la sua ripetitività. La ripetitività è uno dei fattori che più possono rendere fastidiosa la preghiera e possono indurci ad abbandonarla, quasi senza accorgercene, nel lento passare del tempo. Ma la preghiera abbisogna di tempo ed è un dare tempo per il Signore. In questo emerge un altro aspetto che la rende faticosa e induce l’essere umano a rifuggirla: dare tempo è dare vita. E il tempo passato in preghiera è “sottratto” ad altro che si potrebbe fare e che può apparire più efficace.
La preghiera è il respiro della fede (papa Francesco): pregare è una necessità, perché se smetto di respirare smetto di vivere. Questo respiro, questo canale aperto in cui scorre l’ossigeno di Dio, viene prima di tutto, prima di chiedere un dono particolare, un aiuto, una grazia. È il respiro della vita, come per due che si amano, il respiro del loro amore.
di p. Walter Vinci MI
ESERCIZIO PER L’ANIMA
Quando diventi preghiera?
PREGHIERA
Alzo gli occhi verso i monti:
da dove mi verrà l’aiuto?
Il mio aiuto viene dal Signore:
egli ha fatto cielo e terra.
Non lascerà vacillare il tuo piede,
non si addormenterà il tuo custode.
Non si addormenterà, non prenderà sonno
il custode d’Israele.
Il Signore è il tuo custode,
il Signore è la tua ombra
e sta alla tua destra.
Di giorno non ti colpirà il sole,
né la luna di notte.
Il Signore ti custodirà da ogni male:
egli custodirà la tua vita.
Il Signore ti custodirà quando esci e quando entri,
da ora e per sempre.
Salmo 120