LEGGO IL TESTO
Dal Vangelo secondo Matteo 2,13-17
In quel tempo, Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui.
Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?». Ma Gesù gli rispose: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia». Allora egli lo lasciò fare.
Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. Ed ecco una voce dal cielo che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento».
Liturgia della Parola: https://www.lachiesa.it/calendario/20260111.html
MI LASCIO ACCOMPAGNARE NELLA MEDITAZIONE
Con la festa del Battesimo di Gesù termina il tempo natalizio. Da lunedì inizia il «tempo ordinario» dell’anno liturgico.
Perchè celebriamo la festa del Battesimo di Gesù? Certamente non è inteso come noi lo attendiamo, oggi, questo sacramento. In questo giorno, Gesù, semplicemente, decide di farsi trovare. Sulla riva del Giordano, dove i peccati della gente diventano grumo da sciogliere, dove si vince la paura di mostrarsi per come si è: bisognosi di ritrovare umanità.
E allora Gesù si mette in fila con i peccatori, si immerge nelle ombre della gente prima ancora che nell’acqua del Giordano. Si immerge per condividere, per contaminarsi di vita vera: e già pronunciare queste parole regala un brivido. Signore tu non hai paura del mio peccato!
Un Dio che viene a trovarci nella parte più fragile e oscura, nella parte di noi che tendiamo a nascondere. Scende nel nostro peccato il Signore, scende per condividere la paura di non saper vivere la vita, scende come padre ad alleviare la nostra paura del buio, scende perché il rischio è troppo alto, è il rischio della nostra disumanizzazione; perché questo fa il peccato, ci rende disumani, e il Signore scende a volerci umanizzare ancora. Scende il Signore, a e allora io comprendo che non posso più avere paura della mia parte oscura, perché, se lo cerco, Lui è, anche lì.
Carissimi amici, siamo immersi in Dio e Dio è immerso in noi. Noi nella sua vita, lui nella nostra vita. Siamo intrisi di Dio, dentro Dio come dentro l’aria che respiriamo. E questo è accaduto non solo nel rito di quel giorno lontano, il giorno del nostro battesimo, con le poche gocce d’acqua, ma accade ogni giorno nel nostro battesimo esistenziale, perenne, in-finito: «siamo immersi in un oceano d’amore e non ce ne rendiamo conto» (G. Vannucci).
Cosa avviene quando facciamo immergere Dio nella nostra esistenza? Il cielo si squarcia e ascoltiamo nel profondo del nostro cuore delle parole dolci e vitali: u sei mio figlio, l’amato, in te ho posto il mio compiacimento. Parole che ardono e bruciano.
Si, perchè siamo figli non schiavi o mercenari del sacro; amati senza merito, senza se e senza ma, anche nella nostra miseria più grandi. Amati perchè immersi di Dio.
di p. Walter Vinci MI
ESERCIZIO PER L’ANIMA
Come vivo il mio battesimo esistenziale e quotidiano?
PREGHIERA
Date al Signore, figli di Dio,
date al Signore gloria e potenza.
Date al Signore la gloria del suo nome,
prostratevi al Signore nel suo atrio santo.
La voce del Signore è sopra le acque,
il Signore sulle grandi acque.
La voce del Signore è forza,
la voce del Signore è potenza.
Tuona il Dio della gloria,
nel suo tempio tutti dicono: «Gloria!».
Il Signore è seduto sull’oceano del cielo,
il Signore siede re per sempre.
Salmo 28